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Particolare degli affreschi della Cripta: la Mano dell'Eterno
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Gli affreschi della Cripta di Epifanio sono considerati un capolavoro
dell'arte alto-medievale e noi ragazzi ella Scuola Media di Rocchetta a
Volturno, siamo stati fortunati nel vedere dal vivo tali affreschi. Appena
entrati nella cripta di Epifanio, facente
parte della Chiesa denominata all’epoca
Santa Maria in insula, siamo stati colpiti da molte immagini più o
meno nitide e da due sorgenti di luce: una verso oriente, la “Fenestella
Confessionis”, l’altra esposta a nord. Abilmente
guidati dall’architetto Franco Valente, che ci ha spiegato tutta la
simbologia degli affreschi, ci siamo sentiti come se fossimo entrati nella
scena degli affreschi. E’
difficile raccontare ciò che abbiamo visto anche perché le immagini
della Cripta hanno tutte una simbologia collegata, per cui gli
studiosi hanno impiegato anni di studio per decifrarle; la maggior parte
delle immagini si richiamano all’Apocalisse
di San Giovanni, commentata dall’abate Ambrogio
Autperto, alla storia di alcuni Martiri ed ai Vangeli apocrifi. La simbologia principale è quella della visione del mondo nell’alto Medioevo: le tenebre, la mano di Dio che squarcia le tenebre, la Gerusalemme celeste (questi due ambienti negli affreschi della Cripta sono separati da una fascia di papaveri che rappresentano il Paradiso), il culto dei Martiri, ma soprattutto la resurrezione dei corpi mediante il sacrificio di Cristo.
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Particolare degli affreschi della Cripta: il Cristo-Angeli, giudicatore o vendicatore, con il sigillo del Dio vivente |
Ma procediamo con ordine:
siamo scesi nella cripta che è a forma di croce
latina, dell’altezza di circa tre metri ed i bracci misurano
6.65 metri per 5.25 metri, varcando la stessa porta originaria. Subito a
sinistra ed a destra ci sono figure di donne, in tutto sei Sante
Martiri con corone gigliate e vistosi orecchini; su una di esse c’è
il nome di Sant’Anastasia. Ma perché Sant’Anastasia? Il nome Anastasia
deriva dal greco “anastasis”
che significa resurrezione e visto che all’interno della Cripta
il tema dominante è quello della salvezza dopo la resurrezione dei corpi,
è chiaro perché viene raffigurata questa Santa.
Ancora a sinistra, sulla volta, la luce della Fenestella Confessionis, non a caso posta ad est, (infatti nell’Apocalisse di San Giovanni si legge che, alla fine dei tempi, verrà Cristo da Oriente a giudicare), colpisce l’immagine di un grande Angelo con le ali spiegate, che ha un’asta nella mano destra, simbolo di potere, con al vertice dell’asta la croce; tale Angelo rappresenta Dio fatto uomo cioè Cristo giudicatore o vendicatore. Al di sotto di tale affresco ci sono due aquile, simboli dei profeti Ezechiele e Giovanni che rispettivamente, nell’Antico e nel Nuovo Testamento, ebbero visioni apocalittiche.
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Particolare della volta affrescata della Cripta: Maria regina assisa in Cielo insieme agli Arcangeli ed al Cristo Angelo
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Ai
lati della volta vi sono quattro Arcangeli, due per lato rispetto
all’Angelo-Cristo, che, come si legge sempre nell’Apocalisse, furono
mandati dal Signore per togliere la luce e l’aria. Infatti, ognuno di
loro ha in mano una sfera che contiene una stella tramite la quale per gli
antichi passava l’aria e la luce. Sempre
sulla volta, al di sopra di Cristo giudicatore c’è la Madonna
imperatrice (per la prima volta al mondo la Madonna viene
rappresentata su di un trono non poggiato a terra ma sospeso nel cielo), e
tiene appoggiato sulle ginocchia un libro
aperto, in cui si legge: “Beatam me dicent”, che sono i
versi iniziali del Magnificat di San Luca. Questi versi ci
ricordano che Maria è la madre di Cristo e quindi la regina
dell’Universo e pertanto esercita il potere su tutte le cose: perciò è
assisa su di un trono.
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Particolare degli affreschi della Cripta: il martirio di San Lorenzo |
Infine c’è il Cristo
rivelazione. Le immagini più importanti sono distinte da un cerchio
rosso, simbolo della potenza e sono quelle di Cristo giudicatore, della
Madonna e di Cristo rivelazione. In
asse a quest’ultimo affresco, all’estremità nord del braccio più
corto della Cripta c’è affrescata una grande
mano che simboleggia la luce di Dio che squarcia le tenebre. Sempre
sullo stesso asse, dall’altro lato di Cristo rivelatore, sulla volta
dell’ingresso, c’è un affresco molto rovinato, che secondo gli
studiosi rappresenta Cristo che consegna a San Giovanni, autore
dell’Apocalisse, la Verità rivelata. Dal lato destro della
finestra c’è l’affresco dei Martiri
San Lorenzo sulla graticola e Santo Stefano lapidato; di
fronte, in un a piccola nicchia Santo Stefano e San Lorenzo vengono
raffigurati con Cristo che con la mano destra benedice e con la sinistra
regge un libro aperto
con scritto “Ego sum ds Abraham” e cioè “Io sono il
Signore di Abramo.” Posizionata
proprio sotto la “Fenestella Confessionis” c’è la tomba di
Epifanio, posta in modo
tale che l’abate potesse guardare quando descritto ed attendere la
salvezza. |
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Particolare degli affreschi della Cripta: Cristo risorto, al lato i SS. Martiri Lorenzo e Stefano |
A
destra e sinistra della Fenestella ci
sono altri affreschi che
danno inizio al ciclo Cristologico: uno riguarda l’Annunciazione,
l’altro la natività; durante il parto Maria è assistita
da due donne: Salomone e Zelomi, le donne che nell’affresco di
fronte lavano il Cristo dopo
il parto. C’è un particolare in questo quadro: pare che Zelomi fosse
stata scettica sulla verginità della Madonna e perciò era rimasta
paralizzata ad un braccio ed una gamba, cosa che si nota proprio nel
quadro. Secondo la tradizione, dopo aver lavato Gesù, riacquistò la
mobilità degli arti. L’altra donna Salome sposerà
Zebedeo da cui nascerà il San Giovanni che scriverà l’
Apocalisse.Sempre sullo stesso lato c’è l’affresco di Maria
Imperatrice con Cristo Bambino. Ancora a sinistra
della Fenestella c’è la crocifissione di Cristo che è oggi
l’affresco meglio conservato di tutto il ciclo: anche questo dipinto è
un piccolo grande capolavoro; infatti prima dell’anno Mille si conoscono
solo quindici crocifissioni in
cui Cristo era raffigurato senza veste e solo con un perizoma alla vita
che gli sfiora le ginocchia. A sinistra ed a destra della croce sono
affrescati il sole oscurato e la luna durante un’eclissi, rispettando la
narrazione del Vangelo di Marco secondo cui “venuta l’ora sesta si
fece buio su tutta la terra”. Oltre la Madonna e San Giovanni che
regge in mano il suo Vangelo, nell’affresco
c’è la figura di Epifanio posto nella
parte bassa come se stesse scendendo nelle tenebre. L’abate è
inginocchiato in atto di venerazione e preghiera, come indicano le mani
alzate e tese verso la croce. In alto, a sinistra della Crocifissione c’è
un affresco con una donna seduta la quale simboleggia la città di
Gerusalemme che piange e riflette
sulle sventure che le sono state preannunciate proprio dal Cristo. Infine
c’è la scena conclusiva del ciclo cristologico: la Resurrezione di
Cristo, che porta alla salvezza eterna, rappresentata da un Angelo che
scoperchia il sepolcro vuoto, le pie donne ed i Santi Lorenzo e Stefano. Certo
l’abate Epifanio sa che la strada della salvezza è difficile, ma tale
via è stata percorsa già da altri uomini, come i santi Stefano e Lorenzo
(non a caso la scena del martirio di tali Santi è posta di fronte a
quella della Crocifissione dov’è presente l’immagine di Epifanio),
che insieme a Cristo sono
raffigurati gioiosi nella sua gloria. Simona
Albanese e Casbarro Giada
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