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Miniatura raffigurante Carlo Magno che riceve un gruppo di Vescovi, a testimonianza del buon rapporto tra l'Imperatore del Sacro Romano Impero e la Chiesa di Roma.
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Chi di voi non ha studiato Carlo Magno? Ebbene, secondo quanto ci dice l'autore del Chronicon Vulturnense, è prorio lo stesso Carlo Magno che pare abbia pernottato qui nell'Abbazia. Ma anche se ciò fosse solo una leggenda, una cosa è certa che l'Abbazia ricevette da Carlo Magno molti privilegi. “Carlo Magno -così come è
descritto da Eginardo il suo biografo- era di statura alta e robusta,
occhi grandi e vivaci, un volto piacevole e gioviale il naso un po’
più lungo del normale ed
un aspetto molto autorevole. Egli amava l’equitazione, la caccia ed il
nuoto, del quale era cosi esperto da non essere superato da nessuno. Era
amante della cultura ed abile nel parlare tanto da esprimere con chiarezza
tutto ciò che voleva”.
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Nonostante le guerre e gli affari non lasciassero a
Carlo Magno molto tempo libero, egli fu avidissimo di sapere e soprattutto
capì l’importanza della cultura, anche perché, per governare un Impero
così esteso, aveva bisogno
di gente istruita. Pertanto raccolse
intorno a sé uomini istruiti di ogni nazione, come lo storico Paolo
Diacano, il filosofo Alcuino, il biografo Eginardo la cui ”vita di Carlo”
è giunto
fino a noi.
Con
altri dotti del tempo istituì la “Schola Palatina”, cioè
l’Accademia di Palazzo, che seguiva Carlo Magno dovunque andasse. Per
merito di Carlo Magno l’Occidente conobbe una vera rinascita culturale
ed in modo particolare fu grazie ai monasteri, tanto sostenuti da Carlo
Magno, in quei tempi i soli centri di cultura, che la cultura latina e
greca si è conservata ed è arrivata fino a noi.
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Miniatura tratta dal Chronicon Vulturnense: Carlo Magno offre all'abate Ambrogio Autperto un diploma di conferma dei beni
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| Barbara Faralli | |