Ma chi era San Vincenzo cui l'Abbazia è dedicata? Gli studiosi, riguardo al nome di San Vincenzo gli studiosi hanno vagliato alcune ipotesi, basandosi sempre sugli scritti del Chronicon vulturnense e sulle loro conoscenze storiche, arrivando alle conclusioni unanime che si tratti di San Vincenzo di Saragozza, martire spagnolo che morì sotto le persecuzioni di Diocleziano nel 304 d.C.

Disegno dello stemma dell'Abbazia

Ma perché proprio San Vincenzo? Secondo una leggenda la fondazione e la dedica a San Vincenzo  si debba far risalire all’Imperatore Costantino che, durante un viaggio, proprio nei pressi delle sorgenti del Volturno fece un sogno in cui c’erano San Vincenzo, Santo Stefano e San Lorenzo.

 

 

 

Quest’ultimo rimproverò l’Imperatore per non aver dedicato ancora nessuna chiesa al santo spagnolo (invece loro due avevano già delle chiese a loro dedicate) e gli indicò anche il luogo dove edificarla, proprio lì vicino e precisamente a mille passi dalle sorgenti del fiume Volturno.  Se sia vera o no questa leggenda, una cosa è certa che i tre santi ebbero molta importanza durante l’Impero di Costantino e poi durante quello di Carlo Magno, in quanto erano visti come punti di unificazione di un grande Impero: San Lorenzo rappresentava l’aria italica, in quanto il suo martirio era avvenuto a Roma; Santo Stefano l’area orientale, perché il suo martirio si ebbe  a Gerusalemme e San Vincenzo la parte ispanica, visto che fu ucciso  a Saragozza.

Infatti, secondo la tradizione San Vincenzo era nato  a Huesca in Spagna ed aveva studiato a Saragozza, dove ricevette il diaconato. Qui, durante il regno dell’imperatore Diocleziano,  fu arrestato dal prefetto Daziano e sottoposto ad atroci torture. Ogni volta i carnefici lo facevano guarire e poi  riiniziavano i supplizi. Una delle ultime torture fu quella della graticola ardente e sulle ferite i carnefici cospargevano il sale. Ma la sua fede non vacillò; allora fu fatto rinchiudere in un carcere privo di letto ed in più il pavimento era ricoperto da cocci aguzzi; così non poteva riposare. Ma gli angeli del Signore ricoprirono il pavimento di fiori. Quindi, i carnefici decisero di rimetterlo in forza per iniziare di nuovo il supplizio, ma questa volta l’anima di Vincenzo salì al cielo. Non soddisfatto il prefetto volle che il suo corpo fosse lasciato in pasto agli animali, ma due corvi si posero a guardia del cadavere respingendo gli altri animali. (Nello stemma dell’Abbazia, oltre all'Abbazia ed al Volturno, ci sono proprio la graticola ed i corvi). Infine il corpo di San Vincenzo fu gettato nel mare e legato ad una grande pietra: ma galleggiò fino a riva, dove i cristiani lo raccolsero e finalmente gli diedero sepoltura.

La devozione a San Vincenzo fu grande nell’Italia meridionale nel periodo medievale ed in particolare anche nella nostra Abbazia, tanto che pare alcune reliquie del Santo sono state trafugate e portate presso l’Abbazia.

                                                                                            Simona Albanese, Giada Casbarro