Le sorgenti del Volturno

 

 

 

 

Le acque del Volturno, appena sgorgano dalla sorgente, vengono captate e formano un bacino artificiale.

 

 

 

 

Una delle cascate del Volturno, nel primo tratto, rapido e torrentizio, nei pressi della Cartiera, nel Comune di Castel San Vincenzo.  

 

 

 

 

 

 

 

IL  VOLTURNO

            Non a caso i tre giovani beneventani, avevano scelto questa zona per una loro serena permanenza: il paesaggio è davvero incantevole. Noi giovani di Rocchetta a Volturno siamo veramente fieri che il Volturno, il fiume più importante dell'Italia meridionale, nasca nella nostra terra e più precisamente  nel nostro Comune di Rocchetta al Volturno, ai piedi del monte Azzone (972 m) a 548 metri di altezza,  nella catena delle Mainarde. Prosegue poi  in Campania, dove sfocia a delta a Castel Volturno, nel mar Tirreno. Negli ultimi due secoli e mezzo il Volturno ha mangiato quasi due chilometri di mare, portando a valle molti detriti.  Le acque delle sorgenti del Volturno, denominate “Capo Volturno”, o “Capo di fiume”, appena sorte vengono captate per motivi idroelettrici e formano un laghetto, rifugio di anitre ed altri uccelli.

Il termine “Vulturnus”,  che pare derivi dall’etrusco, significa “ciò che scorre con corso sinuoso”  e sta ad indicare, secondo una leggenda, una divinità che ancora oggi abita lungo il fiume, la cui statua, in verità solo la testa, si può ammirare  nel museo campano di Capua. Tale divinità passò poi dagli Etruschi ai Romani e veniva festeggiata il 27 agosto.

Il Volturno è il maggior fiume dell’Italia meridionale con una lunghezza di 175 km; occupa un bacino idrico di 5455 kmq ed ha una portata d’acqua di 82.70 metri cubi al secondo, anche se negli ultimi anni si va riducendo. Come tutti i fiumi italiani è caratterizzato da magre estive e dal fenomeno della fiumara, cioè piene autunnali e primaverili.

Il primo tratto è torrentizio  e rapido e nei pressi della Cartiera, in località di Castel San Vincenzo, a causa di alcuni macigni che si sono staccati dalla montagna, il fiume restringe il suo letto, per poi iniziare ad allargarsi presso località “Ponte rosso”, nei pressi di Colli al Volturno. Dopo attraversa la piana di Venafro, dove ha formato una zona umida, oggi diventata Oasi del WWF “Le Oasi Mortine”; qui, durante il periodo delle migrazioni si fermano molti uccelli rari, come l’airone, la cicogna, il germano reale. Attraversa molti Comuni, ma in particolare attraversa una cittadina campana Capua. Inoltre, il Volturno rende fertile la pianura campana “La Terra del Lavoro”, poco prima di sfociare nel Tirreno.

Il Volturno ha molti affluenti, più o meno importanti: quelli della terra molisana sono il Rio Chiaro, il Cavaliere, il Mandra, il San Bartolomeo, il rio Colle Alto, il Rio San Vito,mentre in Campania  il torrente Alimenta, il fiume Lete ed il fiume  Calore che è lungo  ben 108 chilometri.

Il Volturno ha anche una sua importanza storica:

  • Ai tempi dei Romani, durante l’imperatore Augusto, fu edificato un acquedotto  che trasportava l’acqua fino alla città di Venafro.

  • E’ proprio ad un chilometro e mezzo dalle sue sorgenti che fu edificato il complesso monastico  di San Vincenzo argomento del nostro progetto. Pare che il Volturno, nel suo corso iniziale, girando intorno al Colle della Torre, formasse una specie di isola, come testimoniato, nel Chronicon vulturnense, dal nome di due chiese del complesso abbaziale dell’IX secolo, Santa Maria in Insula e  San Lorenzo in alia in Insula.
  •  Il 2 ottobre 1860, sulle sue rive, in prossimità di Capua, si svolse lo scontro decisivo tra la spedizione dei Mille, guidata da Garibaldi, e l’esercito del Regno di Napoli. La vittoria di Garibaldi aprirà la strada alle camicie rosse che porteranno alla tanta sospirata unità d’Italia.
  • Nel 1992 il Volturno, nella sua parte alta,  è stato teatro dei Campionati Mondiali di Pesca della trota.

Oggi purtroppo il Volturno, tranne che nel primo tratto, soffre dei mali della società moderna: l’inquinamento che inizia nella zona di Pozzilli, dove c’è un grande complesso industriale, per poi aggravarsi nella regione Campania.

 

                                                                                             Luca Casbarro e Corrado Iannetta