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Possedimenti dei Longobardi in Italia, nel secolo VIII, periodo della fondazione dell'Abbazia di San Vincenzo
Miniatura tratta
dal "Chronicon vulturnense": Astolfo, re dei Longobardi
offre al monastero vulturnense, rappresentato dalla persona di San
Vincenzo, dell'abate e da un monaco, un precetto di conferma dei beni. |
All'inizio ci è sembrato strano ritrovare tracce di un popolo da noi studiato, i Longobardi, proprio nella storia dell'Abbazia, ma riflettendo abbiamo capito che la storia altro non è che un insieme di piccole storie locali. I Longobardi (l’etimologia del nome è discussa: secondo alcuni storici significa "lunghe barbe", secondo altri "lunghe alabarde") erano un gruppo di guerrieri provenienti dal nord-est dell’Europa, ed erano chiamati anche "arimanni" cioè uomini liberi. Scesero in Italia nel 578, guidati dal loro re Alboino. I guerrieri obbedivano soltanto al proprio capo, con il quale stabilivano uno stretto vincolo di fedeltà. In breve tempo occuparono la regione a nord dell’Italia, che da loro prese il nome di Longobardia. Il fondamento della loro società era la fara (grandi gruppi di famiglie):ogni fara si insediò in una parte diversa dell’Italia. I Longobardi oltre ad occupare Milano e Pavia che fu eletta capitale, si insediarono anche al sud dell’Italia dando vita ai ducati di Spoleto e di Benevento: fu proprio da quest’ultimo che partirono i tre monaci che fondarono l’abbazia di San Vincenzo. All’inizio delle loro invasioni i danni causati furono molto gravi: grandi distruzioni e massacri, ma anche se la vita interna durante il regno longobardo fu sempre agitata da ribellione, con questo popolo l’Italia ebbe la possibilità di diventare uno stato indipendente, possibilità che poi perse del tutto con l’invasione dei Franchi (Ermengarda, figlia di Desiderio ultimo re dei Longobardi, fu la moglie di Carlo Magno che poi la ripudiò) e di altri popoli nei secoli avvenire. Milena Pontarelli
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