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Quasi sicuramente fin da 100.000 anni fa, in epoca preistorica, la zona dove sorge San Vincenzo al Volturno era abitata, sia per le sorgenti del fiume Volturno, sia per la selce che si trovava sulle montagne che la circondavano.Intorno al 500 a. C., il territorio dove poi sorgerà l’Abbazia, era occupato dai Sanniti guidati, secondo la leggenda, in quei luoghi da un toro, il loro simbolo. Questo era UN popolo di allevatori che si insediò in questo territorio espandendo i suoi domini nel bacino idrografico del Volturno che è il bacino più grande dell’Italia meridionale. Ad ostacolare i Sanniti furono i Romani, anche loro attratti dalla fertilità del terreno e dall’abbondanza dell’acqua; infatti, sulla riva destra del fiume costruirono una piccola città ed un ponte sul Volturno, oggi chiamato il ponte della zingara. Nella tarda età imperiale la città si spopola e decade. Storicamente passano alcuni secoli e nel 476 d.C. quando decade l’Impero Romano d’Occidente, tra i popoli che invadono l’Italia ci sono i Longobardi. E’ proprio durante questo regno che inizia la storia della nostra Abbazia.
Cartolina del 1935 che rappresenta il "Ponte della zingara" sul fiume Volturno, di età romana,ancora oggi visibile nei pressi dell'Abbazia. Archivio foto Lampo (CB) Gioia Neri
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I primi insediamenti risalenti all'epoca preistorica
Gli archi del periodo romano posti di fronte all'Abbazia
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