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Il giorno 13 gennaio 2004, durante un’ uscita didattica svolta all’Abbazia, abbiamo potuto vedere più da vicino i luoghi, in particolare il Palazzo abbaziale, dove hanno abitato anche alcuni dei nostri genitori. Quella mattina siamo stati accolti, nella saletta del ricevimento degli ospiti all’entrata della residenza monastica, dalla badessa Madre Myriam che ci ha riservato un’ospitalità veramente singolare. Dopo esserci presentati, Madre Myriam ci ha lasciati con suor Anna, che da poco ha preso definitivamente i voti, la quale ha risposto a tutte le nostre domande, raccontantoci così la loro ricca giornata, che secondo la regola benedettina, è organizzata intorno alla preghiera, la liturgia delle ore ed il lavoro.
La loro sveglia suona molto presto: · dalle ore 4.30 alle ore 5.00 recitano la prima preghiera: il Mattutino. Con tanta calma, tanto garbo e fervore, Madre Anna ci ha rivelato che per loro è un momento privilegiato, perché "quando tutto il mondo dorme, loro pregano per tutti: per chi non può, per chi non vuole e per chi non sa pregare".· Alle ore 6.00 iniziano le lodi di ringraziamento, dopo di che fanno colazione ed hanno a disposizione trenta minuti, ognuna nella loro cella, ma sempre da dedicare alla spiritualità: fanno meditazione.· Alle 7.45 recitano un’altra preghiera, "la Terza"; all’epoca di San Benedetto ovviamente non c’era l’orologio e quindi, calcolando l’inizio della giornata alle cinque, intorno alle ore otto era la terza ora dall’alba.
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Durante la giornata può capitare, anche se molto raramente, che le suore si riuniscano in una sala, la sala del Capitolo, per prendere decisioni molto importanti: qui ognuna di loro è chiamata ad esprimere il proprio parere. A qualcuno di noi è venuto in mente il proverbio "avere voce in capitolo" che, ci ha detto Madre Anna sicuramente è stato pensato riferendosi a questa circostanza di riunione. Il sabato e la domenica però guardano anche la televisione, soprattutto il telegiornale o un canale americano per apprendere notizie più dettagliate della loro terra. Non escono molto spesso: solo in caso di necessità, come andare alla posta, al dottore o a fare la spesa.
Manuela De Iuliis e Milena Pontarelli
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