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Grazie
alla sua esperienza di monaco e di abate S.
Benedetto scrisse la regola “Ora et labora”, cioè
“Prega e lavora”, dalla quale appare, come dice il biografo di
San Benedetto Gregorio Magno,
che San Benedetto era innamorato di Cristo
e convinto che nella vita di tutti i giorni la comunità può trovare
Dio. Con
questo libro San Benedetto vuole dare
ai monaci cenobiti sia un corpo di dottrina ascetica,
sia un ordinamento liturgico
che un codice di norme, per cui la regola è un testo sia spirituale che
legislativo. L’originalità
della regola viene fuori dal primato che egli dà a Cristo; infatti, la regola benedettina è cristocentrica,
cioè nulla c’è prima dell’amore di Cristo. Inoltre, San Benedetto fu
un uomo molto concreto, per cui considerò l’uomo non solo per quello
che doveva essere, ma anche per quello che realmente è. Quindi volle che
le norme si adattassero a persone, situazioni e circostanze e rimise così
ogni disposizione e decisione all’abate di ogni singolo monastero. Per
esempio San Benedetto volle che ai fratelli più gracili fossero riservati
lavori più leggeri. S.
Benedetto scrisse la regola non solo per i monaci di Montecassino ma anche
per quelli di altri monasteri; la regola, che fu scritta non di getto, ma
in un lungo periodo, non ha una struttura ben definita, però gli
studiosi hanno raggruppato gli argomenti secondo il seguente ordine:
Casbarro Luca e Iannetta Corrado
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