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Il Monte Meta
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Le Mainarde sono una catena montuosa che segna i confini tra Abruzzo, Molise e Lazio. Per la loro importanza naturalistica le Mainarde sono state inserite nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Esse hanno cime che superano anche i 2000 metri d’altitudine, come il Monte Meta, il Monte Metuccia, il Monte Mare ed il Monte Cavallo. Le Mainarde, molto antiche e di origine calcarea, sono ricoperte da una fitta vegetazione, soprattutto faggeti fino a 1800-1900 metri, mentre sulle cime ci sono verdi pascoli dove d’estate si effettua ancora la transumanza.
La transumanza è quel fenomeno per cui i pastori, nel periodo estivo trasferiscono i loro greggi a pascolare sulle cime delle montagne, dove l’erba è verde e nutriente, percorrendo delle vere e proprio "autostrade" per greggi: i tratturi. Questi sono larghe strisce di terra incolta, ma ben battuta, attraverso cui i pastori raggiungono le montagne delle Mainarde. Il tratturo più lungo è quello "Candela-Pescasseroli", che va dalla Puglia all’Abruzzo. D’inverno, poi, i pastori, con le loro pecore e capre, ripercorrono il cammino inverso, per riportare le loro greggi nelle stalle. Secondo i racconti dei nostri nonni, quando loro erano giovani, spesso si sentiva dire che i lupi avevano mangiato molte pecore. Oggi i lupi sono sempre di meno, come pure i pastori. Sulle Mainarde ci sono anche molti animali in via d’estinzione, come l’orso marsicano, i lupi, la lince, l’aquila, la poiana, la civetta, gli scoiattoli, il barbagianni, i caprioli, i cervi, ecc.. Inoltre, anche i fiori sono rari e particolari come le primule, le orchidee, tra cui la nigritella che si dice fiorisca ogni quindici-venti anni. Luca Iannetta e Diego Petrrocelli
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Passeggiata tra i boschi delle Mainarde |
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"Orchidea lilium-bulbiferum", una delle specie rare presenti sulle Mainarde |
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