Una delle isole benedettine più famose in tutta l'Europa resta Montecassino a due passi da casa nostra. Tale Abbazia, in territorio di Cassino (FR), fu fondata da San Benedetto nel 529 d.C. su di un preesistente tempio dedicato ad Apollo. Nel corso della sua millenaria storia ha subito alcune distruzioni:

·       nel 577 fu distrutta dal duca di Benevento Zotone.

·       Ricostruita subì nell’833 l’attacco e la seconda distruzione da parte dei Saraceni. Verso la metà del secolo X era di nuovo diventata non solo uno dei centri più importanti del monachesimo benedettino, ma soprattutto luogo di cultura.

·       Ancora una volta, nel 1349 un catastrofico evento naturale, un terremoto, mise in ginocchio tale monastero; ma gli abati la vollero ancora più grande e più monumentale.

·       Questa volta, passati alcuni secoli fu quasi completamente distrutta: era il 15 marzo 1944, quando gli aerei americani bombardarono tutta l’Abbazia occupata dai Tedeschi, che dall’alto controllavano tutta la Valle del Liri. L’attuale Abbazia è stata ricostruita per intero, conservando solo alcune cose della vecchia Abbazia, come la statua di San Benedetto miracolosamente rimasta intatta.

LA STRUTTURA DELL’ABBAZIA OGGI: L’attuale complesso abbaziale, oltre al palazzo abbaziale occupato dai minaci,  presenta al suo interno tre chiostri, uno dei luoghi fondamentali di un monastero. Il primo chiostro, appena si entra nel complesso, era l’area dove sorgeva il tempio dedicato ad Apollo e che San Benedetto lo riadattò ad oratorio per la preghiera dei monaci. In questo oratorio morì nel 547 San Benedetto, nell’atteggiamento descritto dal suo primo biografo, San Gregorio Magno: “in piedi, sorretto da alcuni monaci, dopo aver ricevuto l’Eucarestia”.

Attraverso questo chiostro si passa al secondo chiostro, quello del Bramante, dalla cui Loggia del Paradiso si gode di una vista bellissima sulla valle del Liri. Nel chiostro ci sono: al centro un pozzo ed ai piedi della scalinata, che dà al terzo chiostro, le due maestose statue di San benedetto e di Santa Scolastica. Infine il terzo chiostro, antistante la Chiesa, è detto dei Benefattori, per le ventiquattro statue poste da papi e sovrani che lungo i secoli sono stati generosi  verso il monastero.

Da quest’ultimo chiostro si accede alla Basilica cattedrale che è stata ricostruita, dopo la seconda guerra mondiale, secondo le linee architettoniche del Seicento, ma molte delle decorazione ed affreschi sono andati del tutto persi durante i bombardamenti. Descriverla, insieme alle sue cappelle della cripta,  è impossibile, bisogna visitarla e soprattutto ascoltare la S.Messa, con i suoi canti gregoriani.

Uscendo dalla Chiesa, a destra, c’è l’entrata per il Museo, fiore all’occhiello del complesso monastico.Qui c’è un po’ di tutto: statue risalenti a vari periodi, bozzetti dei dipinti, resti di pavimenti e di vecchi portali della basilica, pezzi di oreficerie altomedievali, sculture, stampe, disegni e miniature, paramenti sacri, ma soprattutto tanti libri, con diverse  tecniche di rilegatura che rivelano l’amore dei monaci per i libri, specialmente per quelli destinati alla Parola di Dio ed alla liturgia. Basti pensare che ci sono più di 100.000 volumi, naturalmente non tutti esposti.     

                                                                                     Gioia Neri

 

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