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I
parchi naturali o riserve sono aree sottoposte a tutela speciale per il
loro interesse paesaggistico-faunistico e parte del patrimonio culturale
di un paese. L’intenzione
di creare parchi nazionali nacque nel XlX secolo perché incombeva la
minaccia di seri danni all’ambiente causati dall’industrializzazione; ad
appoggiare l’istituzione dei parchi nazionali
furono soprattutto persone colte ed intellettuali. Il primo parco
nazionale nacque negli Stati Uniti nel 1872, quello di Yellowstone, ma il
termine parco nazionale fu utilizzato solo nel 1879 per inaugurare il
Royal National Park in Australia. Le origini del
territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo sono collegate ad una riserva
di caccia sorta nel 1872.
Solo nel 1923
nasce come Parco Nazionale allargando l’originale territorio fino
a 30.000 ettari di terreno. Oggi, il Parco nazionale d’Abruzzo si
estende, oltre che nel cuore dell’Abruzzo, anche in alcuni territori
molisani dell’Alta Valle del Volturno, che confinano con il Parco,
comprendendo 40.000 ettari di
territorio, a cui vanno aggiunti altri 60.000 ettari che costituiscono la
fascia protettiva. I versanti boscosi dell’alta Val di Sangro, sono sovrastati da
cime rocciose, che in gran parte superano i duemila metri di altitudine.
Sono le vette dei gruppi Mainarde,
dei monti Meta,
della Camasciara e la mole solitaria e scoscesa del monte Marsico,
da cui prende il nome anche l’orso morsicano. Lungo le montagne del
Parco, ancora oggi si effettua la transumanza, segno di un’antica
civiltà silvo-pastorale. I pastori, infatti, per raggiungere d’estate i
verdi pascoli posti sulle cime più alte delle montagne, percorrono con i
loro greggi, i tratturi, delle vere e proprie autostrade in terra
battuta per le mandrie. Il tratturo più lungo Candela-Pescasseroli, è
quello che attraversa tutta la Puglia per arrivare fino all’Abruzzo. La
flora del Parco è molto ricca: querce, faggi, pini neri, pini
bianchi, orchidee, ecc…, mentre riguardo alla fauna hanno
ritrovato il loro habitat naturale molti animali braccati dall’uomo per
anni, come l’oRso bruno, il lupo appenninico, i camosci, i caprioli, il
cervo, nonché gli scoiattoli, il picchio muratore, il tasso, il riccio e
così via. Visitare il Parco nazionale d’Abruzzo è sempre uno spettacolo: lo è in primavera, quando la valle è verdeggiante e le cime ancora innevate, lo è in autunno perché i monti si vestono di mille colori autunnali: dal giallo al rosso, dal verde all’arancio al marrone, ma lo è anche d’inverno tutto innevato e d’estate perché si gode di un clima piacevolmente fresco e di una calma di altri tempi.
Casbarro Giada, De Iuliis Manuela, Pontarelli Milena |
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