
Naturalmente in questo nostro lavoro non poteva mancare il nostro amato paesino. Che dire i Rocchetta a Volturno? Non manca nessun ingrediente per venirci a trovare. Per esempio che le origini di Rocchetta al Volturno risalgono all’epoca della fondazione dell’
Abbazia; infatti anche Rocchetta fu uno dei castri fondato dagli abati di San Vincenzo e sorgeva su di un colle denominato Bactaria, poi denominato la "Vacchereccia".
La Vacchereccia
Legata al destino dell'Abbazia, fu anch'essa distrutta completamente dalle invasioni dei Saraceni nell'818 fu ricostruita solo nel XII secolo, quando anche l’Abbazia ritornò a rivivere e gli abati attirarono i contadini provenienti da altre parti dell’Italia centrale, con l’assegnazione di terre, attraverso i contratti livellari. Per cui Rocchetta fu riedificata da agricoltori provenienti dal Lazio, ai piedi del Monte Azzone, a 552 metri di altitudine con il nome di Rocchetta dell’Abbadia. Solo il 22 gennaio del 1863 ha assunto l’attuale denominazione. Oggi, con le sue tre zone, Rocchetta alta, Rocchetta nuova o bassa e Castelnuovo, Rocchetta al Volturno conta più di 1100 abitanti.

Foto di Rocchetta alta: il vecchio borgo
Per le sue bellezze paesaggistiche da pochi anni è entrata a far parte del Parco Nazionale d’Abruzzo. Infatti, è proprio a Rocchetta che sorge il fiume Volturno, il più importante dell’Italia meridionale, è qui che è collocata parte della catena delle Mainarde, che divide il Molise dall’Abruzzo, con i suoi faggi plurisecolari ed una fauna invidiabile.

Le Mainarde viste da Rocchetta
Più specificatamente nel territorio rocchettano si trova Monte Marrone, testimone silenzioso dell’omonima grande battaglia della Seconda guerra mondiale, nonché il monte di Castelnuovo, sul quale è stata realizzata l’area faunistica del camoscio con l’immissione di alcuni rari esemplari adulti.
Sul nostro territorio certo non mancano storia, cultura, arte e folklore: basta visitare il vecchio borgo di Rocchetta, un raro esempio della civiltà contadina e giunto quasi intatto fino a noi; l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, la chiesa di Sanata Maria delle Grotte, posta su di un antico sentiero, tra boschi e grotte, che metteva in collegamento le abbazie di Montecassino e San Vincenzo. Tale chiesetta rupestre possiede pregiati affreschi, appartenenti ad autori ed epoche diverse, (XII e XIV secolo) Sempre appartenenti alla chiesa di Santa Maria delle Grotte e di valore inestimabile sono: la campana datata 1231, il portale principale in alabastro vulturnense ed una gigantesca immagine di San Cristoforo, protettore dei viandanti, posta all’interno della chiesetta.
Inoltre qui a Rocchetta quasi ogni anno d’estate si tiene un palio cui partecipano i vari rioni del paese, organizzando carri e rappresentazioni attinenti la storia di Rocchetta; una giuria premia il carro e la rappresentazione più originale. Invece, nella frazione di Castelnuovo l’ultima domenica di Carnevale si svolge una singolare rappresentazione che ha come tema dominante il Cervo.
Che dire poi della cucina? E’ così buona e genuina che sono sorti anche centri di agriturismo. Basti pensare agli gnocchi di patate al sugo rosso di selvaggina, la pecora ai "cuttur"(in dialetto una grande pentola, o caldaia, dove viene cucinata), le lumache con le cicoria delle Mainarde, la pasta agli orapi, un’erba selvatica delle Mainarde e così via. Insomma a noi sembra che non manchi nessun ingrediente per venire a visitarci.
Guido Giannini e Manuela De Iuliis