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Benedetto da Norcia nacque nel 480 in una ricca famiglia umbra che l’aveva avviato agli studi a Roma; ma lui, in seguito ad una crisi spirituale diventò prima eremita e dopo, con alcuni discepoli, fondò una prima comunità di monaci a Subiaco, dove costruì dodici piccoli monasteri, e nel 529 a Montecassino; infine nel 534 dettò la sua famosa regola, che è il riflesso fedele della sua vita, il cui fondamento rivoluzionario è rappresentato dal precetto “Ora et labora” che vuol dire ”Prega e lavora”; infatti il lavoro, sia manuale che intellettuale, doveva alternarsi alla preghiera e costituire una componente essenziale della vita del monaco. Tale regola, che all’inizio passò inosservata, fu poi ampliamente diffusa grazie a Gregorio Magno che, diventato papa, protesse il monachesimo ed in particolare, sotto il suo papato, fu attuata la ricostruzione del monastero di Montecassino. Gli ultimi anni furono molto intensi perché il monastero di Montecassino divenne modello e fonte di ispirazioni per una serie di monasteri sparsi in tutta l’Europa che rispondevano alla profonda esigenza di rinascita spirituale diffusa in quei tempi. San Benedetto morì proprio a Montecassino il 21 marzo del 547 ed il momento della morte è stato rappresentato, nel chiostro d’ingresso del suddetto monastero, con una scultura di bronzo, proprio così come viene descritto dal suo primo biografo, San Gregorio Magno: “in piedi, sorretto da alcuni monaci, dopo aver ricevuto l’Eucarestia”.
San Benedetto, patrono degli speleologi, degli Ingegneri, fu proclamato dal Papa Paolo VI nel 1964 patrono d’Europa, perché “messaggero di pace, operatore di unità, maestro di civiltà e soprattutto araldo della fede ed iniziatore della vita monastica in Occidente. Luca Iannetta |