|
|
||
|
Interno Abbazia San Vincenzo Nuovo
Abbazia di San Vincenzo Nuovo |
L’Abbazia di San Vincenzo nuovo, quella che più o meno vediamo oggi, fu consacrata dal papa Pasquale II nel 1115. Circa vent’anni dopo, in un momento di crisi del complesso abbaziale, il monaco Giovanni, poi futuro abate, scrisse il Chronicon vulturnense, proprio per esaltarne l’antico prestigio.Ritornando storicamente un po’ indietro, fu durante l’abbaziato di Gerardo (1076-1109), che iniziò la costruzione della nuova basilica, quella di cui stiamo parlando, al di là del fiume Volturno, cioè sulla riva destra. La nuova chiesa di San Vincenzo Nuovo era più piccola di quella di San Vincenzo Maggiore. Ci vollero molti anni per costruirla, depredando anche le vecchie chiese già semidistrutte del vecchio sito; senz’altro la cosa più bella fu il pavimento. Oggi se ne conserva qualche traccia sul presbiterio e sotto l’attuale pavimento e si sta cercando di recuperarlo. Il pavimento era formato da un mosaico di tozzetti di varie forme, rotonde, triangolari, quadrate esagonali, ottagonali che formavano un intero disegno per tutta la basilica.Prima del terremoto del 1349 l’Abbazia si presentava in stile in stile romanico, ancora visibile nella forma dei pilastri, degli archi a tutto sesto che dividono la Chiesa in tre navate. Distrutta dal sisma fu ristrutturata; perciò oggi possiamo definire la sua architettura con caratteri romanico-gotici, per la presenza anche di archi a sesto acuto che dividono la zona presbiteriale dalla navata centrale. Quindi, nel complesso, la Chiesa mostra la sua semplicità costruttiva, manca di ogni decorazione all’interno e presenta un aspetto di sobrietà,; tutti elementi dovuti proprio al persistere della locale tradizione cristiana monacale. Anche il campanile che vediamo oggi è di recente fattura. Al suo interno vi è allestita una mostra perenne sulla storia dell’Abbazia, con gigantografie, commenti alle foto e storia dell’Abbazia.
Barbara Faralli e Gioia Neri
|
|