Ecco finalmente il giorno dell’uscita! Non vedevo l’ora, erano giorni che aspettavo! Questa splendida giornata, non tanto per il tempo freddo e nebbioso, è iniziata e finita nei migliori dei modi. Come ogni mattina io ed i miei compagni ci siamo recati a scuola alle 8.25, ma, al contrario degli altri giorni, eravamo tutti euforici: non in classe, bensì all’aria aperta!

Dopo aver deciso le domande da proporre alle monache, per meglio conoscere le loro abitudini, insieme alla professoressa De Caprio ci siamo incamminati per l’Abbazia. Ad un certo punto, però, abbiamo sentito la gola seccarsi, ma per fortuna eravamo arrivati giusto vicino ad una fontana, dove c’è un bivio con due insegne di legno: una che indica l’Abbazia, l’altra le sorgenti del Volturno. E’ un posticino assai grazioso, tanto che, alla nostra professoressa, che non è del paese, quell’angolino è piaciuto molto e subito ci ha scattato una foto: peccato che la giornata fosse uggiosa!

Dopo questa rinfrescata ci siamo messi di nuovo in cammino e questa volta era il nostro stomaco a reclamare. Così abbiamo scartato i nostri panini, ma senza fermarci per mangiare, perché ognuno di noi, mentre camminava, aveva il compito di riferire agli altri le notizie che aveva raccolto sull’Abbazia, mettendone così in risalto gli aspetti più particolari, quelli meno conosciuti. Per fortuna poco dopo siamo arrivati!!! e dopo aver scattato qualche foto siamo stati accolti dalla Badessa, Madre Myriam che ha sempre un dolce sorriso.

Siamo entrati in una stanza dove c’è un grande tavolo di legno, con tante sedie per quanti eravamo noi. Poggiati alle pareti vi sono: una cassapanca, un grande comò, una cristalliera, dei quadri ed in particolare la riproduzione della scrittura usata dai monaci di San Vincenzo e lo stemma dell’Abbazia, in cui è raffigurata un po’ la storia del cenobio. Infatti, sulla sinistra dello stemma c’è disegnata l’Abbazia ed il fiume Volturo; sulla destra una graticola con sopra le iniziali di San Vincenzo, per ricordare una delle tante sue torture e due corvi che protessero il corpo del martire quando fu dato in pasto agli sciacalli.

In questa stanza abbiamo aspettato suor Anna che, con grande disponibilità, ha risposto a tutte le nostre domande, in particolar modo ci ha chiarito come trascorrono la giornata; madre Anna, nonostante sia tedesca, parla bene l’italiano e ciò che ci ha colpito è che ha utilizzato termini molto precisi. Con il suo modo di fare ci ha incantati, tanto che il tempo è passato così in fretta da non accorgerci che fosse l’ora dell’appuntamento con l’architetto Franco Valente, che però, pazientemente ha dovuto attendere che noi visitassimo anche lo scriptorium dove madre Agnese ci ha mostrato come rilega antichi libri e ci ha anche illustrato la storia dell’antico scriptorium di San Vincenzo.

Usciti dal laboratorio di madre Agnese, dopo un altro piccolo spuntino, abbiamo seguito l’architetto Valente che ci ha condotti al di là del fiume Volturno, nella parte degli scavi e precisamente nella Cripta di Epifanio, dopo averci illustrato la storia dei primi insediamenti sanniti e dei fondatori di San Vincenzo. Finalmente siamo entrati nella cripta: è piccolissima, ma particolarissima, molto speciale, unica al mondo! Appena siamo entrati siamo stati colpiti da un’infinità di immagini che sembravano messe lì alla rinfusa. Ma dopo aver ascoltato con attenzione le affascinanti spiegazioni dell’architetto, le figure quasi per magia si sono rimesse in ordine: ognuna ha assunto il proprio significato e noi sembravamo immersi negli affreschi della Cripta, definiti il ciclo di Epifanio. Tutto ciò che prima non aveva significato per noi, dopo lo aveva: sembrava veramente un tocco di bacchetta magica. Speriamo un giorno di poterci ritornare, in modo tale da rivedere da vicino ciò che poi è stato oggetto della nostra ricerca.

Ormai l’ora di ritorno a scuola era passata da un pezzo, per cui, per non fare ulteriormente tardi, è venuto a riprenderci il pulmino del C; ma prima siamo passati a salutare le monache che..... sorpresa!!! ci hanno dato ancora un segno della loro ospitalità con cioccolata calda e biscotti.

 

                     Simona Albanese

 

 

 

 

 

 

Panorama dell'Abbazia, vista dalla strada interna di Rocchetta al Volturno

 

 

 

 

 

San Vincenzo Nuovo disegnato da noi

 

 

 

 

 

Palazzo abbaziale: un momento di relax durante l'uscita

 

 

Il complesso abbaziale disegnato da noi


 


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