Che bello! Che bello! Si parte, finalmente. Oggi, io e i miei compagni, ci avventureremo in un fantastico mondo di storie e storielle, di libri ed articoli, insomma avete capito? Andremo in un biblioteca, quella di Venafro. Stavolta andremo con il nostro pulmino. Tutti siamo curiosi di sapere come è strutturata una biblioteca, visto che non ne abbiamo mai visitato una. Sul pulmino, come è nostro solito fare, per non annoiarci, abbiamo cantato, rompendo i timpani all’autista.

Appena scesi, tutti, abbiamo aperto gli zaini per divorarci quei gustosissimi panini che le nostre mamme ci avevano preparato con molta cura. Finito il piccolo spuntino siamo andati in biblioteca. A dirvi la verità ce la immaginavamo un po’ più grande, ma, vedere tutti quei libri e sapere la loro storia è stato grandiosa lo stesso.

Infatti, abbiamo appreso dal bibliotecario Sig.re Basileo Nicandro, che ci ha fatto da guida, che la biblioteca di Venafro nasce dalla fusione di due antiche biblioteche: la biblioteca  De Bellis, fondata il 13 aprile del 1700 ed un’altra biblioteca, sicuramente databile nella metà dell’Ottocento, dopo la morte dell’eroe Leopoldo Pilla. Quindi oggi la Biblioteca prende il nome da due grandi uomini illustri di Venafro, vissuti nei secoli scorsi: Antonio De Bellis e Leopoldo Pilla.

Antonio De Bellis è stato uno dei cittadini più generosi della città di Venafro. Nato il 7 Ottobre del 1657 da modesti genitori, fu mantenuto agli studi a Roma da una famiglia venafrana. Si laureò in teologia e in entrambi i diritti, dedicandosi, poi, alla carriera ecclesiastica, divenendo Primicerio della Cattedrale. Realizzò molte opere buone, come l’apertura di scuole per i poveri e nel 1702, donò il suo intero patrimonio librario al Convento dei Carmelitani. Morì a Venafro, nel gennaio del 1730.

Leopoldo Pilla è uno dei più illustri uomini di Venafro, dove nacque il 20 Ottobre 1805. Nacque da una famiglia benestante; il padre era medico ed indirizzò il figlio a studiare medicina; così nel 1829 si laureò in medicina e in chirurgia, ma la sua grande passione per la geologia lo portò a studiare questa materia. Nel 1841, fu chiamato dal Granduca di Toscana ad occupare la cattedra di Geologia e Mineralogia a Pisa. Morì da eroe il 29 maggio del 1848, con il grado di capitano, nella storica battaglia di Curtatone. Infatti, insieme ai suoi studenti aveva preso parte alla Prima guerra di indipendenza, per cacciare  gli austriaci dalla nostra penisola.

Notizie sulla Biblioteca

Il 13 Aprile Antonio De Bellis lasciava in custodia la sua raccolta di libri e manoscritti nel convento di S. Maria del Carmine a Venafro. Questa raccolta era di circa 1400 tra volumi ed opuscoli, un numero davvero apprezzabile per una raccolta privata. Ma fino alla  morte il De Bellis fece più che raddoppiare i libri della Biblioteca. Le donazioni continuarono anche dopo la sua morte, ma purtroppo nel 1808 andarono persi, perché la biblioteca fu completamente distrutta. Dopo la chiusura del Convento carmelitano, la Biblioteca fu trasferita in un altro edificio, ma priva  delle sue edizioni più importanti e più belle, ebbe una scarsa frequentazione, e ne  risentì molto, fino a quando nel 1860, con l’unione del Regno borbonico al Regno d’Italia, il  preside Lucenteforte, ne curò la riattivazione, ampliando e ristrutturando la Biblioteca, che nel 1932 raggiungeva  i 3.486 volumi. Nel novembre del 1943, con l’occupazione delle forza anglo-americane, la Biblioteca fu chiusa al pubblico e i suoi locali furono utilizzati come sede della Polizia militare polacca. Questo era l’inizio di un nuovo e lungo periodo di completa crisi, perché andarono persi molti volumi,.

Finalmente, nel 1982, l’Amministrazione comunale si decide di restaurare l’ex convento degli Agostiniani a Venafro, sito nei pressi del Municipio, per trovare un posto definitivo alla Biblioteca,. La biblioteca fu inaugurata nel 1994.  

Oggi, la Biblioteca “De Bellis-Pilla” conta più di quattordicimila libri, di cui millecento volumi appartenenti al fondo antico (1500-1700), mentre gli altri sono libri di narrativa sia per adulti che per ragazzi, enciclopedie, libri di saggistica, di storia molisana, opere enciclopediche, protocolli notarili. In particolare durante la nostra visita abbiamo potuto ammirare alcuni antichi documenti: il più antico è un fascicolo pergamenaceo di diciotto fogli datato 9 luglio 1654 e rinvenuto nella chiesa di Cristo dall’architetto Valente che lo donò alla Biblioteca. Tale documento riguarda l’apertura del monastero di Santa Chiara, sempre a Venafro, durante il pontificato di Innocenzo X. La copertina è bianca, la scrittura è gotica minuscola, abbellita da capilettera floreali. Molto particolari sono anche i tre onciali (1713-1750-1775), grandi libri dove venivano registrate tutte le tasse che i cittadini, anzi le famiglie, il cui sinonimo in tale librone è fuoco da focolaio simbolo proprio della famiglia, pagavano all’allora Regno di Napoli.

Una sala poi è interamente riservata ai libri donati dal dottor Morra, morto pochi anni fa, che ha donato l’intera sua biblioteca privata, ricca di antichi libri di valore alla biblioteca di Venafro: fino ad oggi  sono stati sistemati già duemilacinquecento volumi.

All’inizio, capito il lavoro che ci aspettava, tutti abbiamo iniziato a sbruffare: non ci andava di leggere e poi riassumere,  ma poi si sa, vincono sempre i professori!.

 

Simona Albanese